giovedì 26 luglio 2007

FELA KUTI -- AFROBEAT MI HA MARCHIATO L'ANIMA

Perfetta icona del musicista e militante nero, Fela Kuti ha rappresentato meglio di ogni altro l’afro-beat nigeriano e in generale la nuova musica africana, assieme ai tormenti, alle contraddizioni, alle lotte del Continente Nero. E una “lotta continua” è stata la sua vita, costellata di ritmi e proclami incalzanti, di tragedie, di rocambolesche avventure: periodicamente arrestato dalle dittature militari del suo paese, la Nigeria, la sua casa-comune devastata, le registrazioni spesso distrutte, e le aggressioni fisiche, psichiche, morali. Gli spaccarono la testa, poi una gamba; diedero più volte fuoco alla sua casa; misero in carcere i suoi musicisti e stuprarono le sue numerose mogli-cantanti; uccisero sua madre scaraventandola da una finestra. Ma Fela non si è mai arreso.
La sua biografia racconta questa storia, che è la storia di un’Africa in cerca di identità e di pace. Fela conobbe negli USA le rivendicazioni e la lotta delle Pantere Nere, e si batté per la promozione non solo dell’utopia panafricana, ma anche di idee e concetti autenticamente africani, di cui riappropriarsi riscoprendo le radici della propria cultura. Usò le sue canzoni per denunciare non solo la violenza e la corruzione dei governi africani, ma l’acquiescenza e la rassegnazione di tanti nigeriani, l’asservimento politico e culturale alle sirene d’Europa e d’America, la cupidigia e l’ignoranza. Fondò una comune utopistica, la “Repubblica di Kalakuta”, in cui visse con i suoi musicisti e seguaci; vari movimenti politici, fra cui lo YAP (Young African Pioneers Movement), attivo nella controinformazione e nella formazione di attivisti; e soprattutto i Koola Lobitos negli anni Sessanta, gli Africa 70 nel decennio successivo, gli Egypt 80 durante i suoi ultimi vent’anni di vita. Alla loro testa inventò uno stile musicale ipnotico e incisivo, debordante nella grana grossa della sezione di fiati, eccitante nelle cadenze iterative e poliritmiche, irresistibilmente declamatorio nei messaggi scanditi dalla voce del leader.














grazie Eddy per evrmi introdotto verso questa musica...

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