La sua biografia racconta questa storia, che è la storia di un’Africa in cerca di identità e di pace. Fela conobbe negli USA le rivendicazioni e la lotta delle Pantere Nere, e si batté per la promozione non solo dell’utopia panafricana, ma anche di idee e concetti autenticamente africani, di cui riappropriarsi riscoprendo le radici della propria cultura. Usò le sue canzoni per denunciare non solo la violenza e la corruzione dei governi africani, ma l’acquiescenza e la rassegnazione di tanti nigeriani, l’asservimento politico e culturale alle sirene d’Europa e d’America, la cupidigia e l’ignoranza. Fondò una comune utopistica, la “Repubblica di Kalakuta”, in cui visse con i suoi musicisti e seguaci; vari movimenti politici, fra cui lo YAP (Young African Pioneers Movement), attivo nella controinformazione e nella formazione di attivisti; e soprattutto i Koola Lobitos negli anni Sessanta, gli Africa 70 nel decennio successivo, gli Egypt 80 durante i suoi ultimi vent’anni di vita. Alla loro testa inventò uno stile musicale ipnotico e incisivo, debordante nella grana grossa della sezione di fiati, eccitante nelle cadenze iterative e poliritmiche, irresistibilmente declamatorio nei messaggi scanditi dalla voce del leader.
grazie Eddy per evrmi introdotto verso questa musica...
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